Trapianto di capelli FUT (o STRIP) prelievo della losanga di pelle

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STRIP e FUT sono i due possibili nomi dati a una specifica tecnica di trapianto di capelli. Entrambe le nomenclature riassumono in sé alcune caratteristiche specifiche di questo tipo di trapianto. STRIP infatti significa “striscia”, termine che fa riferimento alla losanga di pelle rimossa dal cuoio capelluto del paziente per potervi estrarre le unità follicolari. FUT invece significa “follicular unit trasplantation”, cioè trapianto di unità follicolari, il che fa riferimento appunto al trapianto di capelli, vale a dire all’estrazione e all’impianto di unità follicolari.

Le diciture STRIP e FUT possono essere usate intercambiabilmente per riferirsi alla tecnica di trapianto di capelli alternativa alla tecnica FUE. FUE significa “follicular unit extraction” e indica un diverso tipo di trapianto che prevede l’estrazione delle unità follicolari una alla volta, com’è, di nuovo, suggerito dal nome.

 

LE CARATTERISTICHE DEL TRAPIANTO DI CAPELLI FUT

Lo scopo del trapianto di capelli FUT è quello di ottenere delle unità follicolari estratte dalle zone della testa in cui un paziente presenta molti capelli e andare a impiantarle nelle zone dove invece i capelli mancano, così da poter sopperire al problema della calvizie o del diradamento.

Il processo di estrazione delle unità follicolari, nel caso di un trapianto FUT, avviene mediante la rimozione di una striscia di pelle (la “strip” a cui si faceva riferimento prima) dalla zona posteriore del cuoio capelluto. Tale area, anche nota come zona donatrice, non viene colpita dalla classica calvizie comune e rappresenta quindi una fonte di unità follicolari sane da poter impiantare nella zona ricevente, cioè quella che invece è affetta da miniaturizzazione e perdita di capelli.

Dopo aver rimosso la losanga di pelle – solitamente un segmento sottile e più o meno allungato prelevato orizzontalmente all’asse che unisce idealmente le due orecchie – si procede all’estrazione da essa delle unità follicolari.

Tale operazione può essere eseguita in modo molto preciso grazie all’utilizzo di macchinari volti a garantire una migliore visibilità delle unità e quindi una loro estrazione precisa e sicura, che non ne alteri le caratteristiche naturali. Una volta ottenute le unità follicolari il chirurgo procede con il loro impianto nella zona designata come ricevente. L’impianto avviene mediante l’inserimento delle unità follicolari selezionate all’interno di incisioni che vengono realizzare in una fase immediatamente precedente. La scelta di quali unità follicolari posizionare e di dove posizionarle deve cercare il più possibile di seguire e allinearsi alle naturali caratteristiche che i capelli avrebbero nella zona ricevente se si trattasse non di capelli trapiantati, ma di capelli ivi indigeni.

 

I PRINCIPALI BENEFICI E LIMITI DEL TRAPIANTO FUT

Il primo significativo vantaggio di questa tecnica è facilmente deducibile da quanto detto sopra riguardo il processo di estrazione. Il fatto che le unità follicolari vengano estratte da una porzione di pelle che è stata separata dal paziente permette al chirurgo di utilizzare degli strumenti specifici che facilitano il compito di estrazione e che, di conseguenza, riducono il rischio di danneggiamento delle unità follicolari durante questa fase. In poche parole, con il trapianto FUT è tendenzialmente possibile ottenere più unità follicolari intatte e impiantabili, rispetto al trapianto FUE. Per chi necessita di una copertura consistente in area ricevente si tratta di un vantaggio non da poco.

Di contro però, il trapianto FUT presenta due limiti importanti. Da un lato, poiché è prevista la rimozione di una striscia di pelle e la chiusura dei lembi rimasti aperti con una sutura, l’intervento risulta più invasivo e il periodo di convalescenza più lungo. Dall’altro, sempre a causa dello specifico metodo di estrazione, rimarrà infine una cicatrice più ingombrante rispetto a quelle che rimangono col trapianto FUE. Si tratterà infatti di una cicatrice lunga e per questo più facilmente visibile. E’ comunque doveroso sottolineare che l’esito cicatriziale in questione può risultare più o meno grande, e quindi più o meno visibile, a seconda dell’abilità del chirurgo nel gestire la fase di estrazione.