Ipotirodismo, può essere un problema per i nostri capelli?

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tiroide e capelli

Con il termine “ipotiroidismo” si fa riferimento a uno specifico malfunzionamento a carico del sistema endocrino. In generale, tale disturbo è dato da una riduzione nella produzione di ormoni T3 (triiodotironina) e T4 (tiroxina) da parte della tiroide, oppure dal fatto che i vari organi corporei diventano resistenti all’effetto di tali ormoni. Tra le due cause, la prima risulta essere più frequente.

Ciò che permette la produzione di T4 da parte della tiroide, ormone che poi viene trasformato in T3 nelle zone periferiche del corpo, è l’azione della tirosina. Quest’ultima presenta iodio, che le viene accorpato a causa di un altro ormone, detto tireostimolante (THS) e prodotto dall’ipofisi.

 

I sintomi dell’ipotiroidismo

Come abbiamo visto, il TSH gioca un ruolo importante nella regolazione dei livelli di ormoni prodotti dalla tiroide, dal momento che permette la sintesi della tireoglobulina, che a sua volta consente la produzione del T3 e quella conseguente del T4. Quando si verifica il fenomeno dell’ipotiroidismo, l’ipofisi e l’ipotalamo cercano di contrastarlo producendo maggiori quantitativi di TSH.

Vediamo di seguito le manifestazioni principali dell’ipotiroidismo, ricordando che nelle sue forme meno gravi può anche non presentare alcuna di queste ed essere quindi totalmente asintomatico:

  1. Libido ridotta;
  2. Difficoltà nel raggiungere l’erezione;
  3. Difficoltà di concentrazione;
  4. Costante sensazione di freddo;
  5. Incremento del peso ma, allo stesso tempo, poco appetito;
  6. Ascite;
  7. Nelle donne, ciclo mestruale alterato;
  8. Parestesia;
  9. Voce impastata;
  10. Depressione;
  11. Versamento pericardico;
  12. Versamento pleurico;
  13. Edema sottocutaneo (mixedema);
  14. Stitichezza;
  15. Edema degli arti;
  16. Crampi ai muscoli;
  17. Carenza di udito;
  18. Gozzo ingrossato;
  19. Sonnolenza e stanchezza;
  20. Battito cardiaco lento (bradicardia);
  21. Rilassamento ritardato dei riflessi tendinei;
  22. Occhi gonfi e piccoli;
  23. Alopecia;
  24. Fiato corto;
  25. Facies amimica;
  26. Secchezza della cute;
  27. Fragilità delle unghie.

 

Come diagnosticare l’ipotiroidismo

Per diagnosticare l’ipotiroidismo è necessario tastare la tiroide per capirne dimensioni e livello di compattezza. Questa fase si accompagna a ulteriori analisi della pressione e della pelle. Il riscontro della presenza di noduli ingrossati o del gozzo sono indizi che suggeriscono l’essere in atto dell’ipotiroidismo.

 

La cura farmacologica per l’ipotiroidismo

Esiste uno specifico farmaco per trattare l’ipotiroidismo, nello specifico la levotiroxina. Si tratta di un medicinale a uso orale e disponibile in diversi dosaggi a seconda della necessità. E’ molto importante tenere controllati i livelli di T4 e TSH nel sangue a partire da sei settimane dopo l’inizio della terapia e continuativamente per tutta la sua durata. Inoltre, bisogna fare attenzione a non assumere alcuni alimenti come crusca e soia, perché complicano il processo di assorbimento del farmaco.

 

Le diverse tipologie di ipotiroidismo

Vediamo di seguito i tre diversi tipi di ipotiroidismo:

  1. Ipotiroidismo centrale, cioè dovuto a problematiche relative alle ghiandole ipofisi o ipotalamo, solo una delle due oppure entrambe;
  2. Ipotiroidismo primario, cioè dovuto a problematiche relative direttamente alla tiroide. E’ solitamente dovuto a due fattori principali, vale a dire la carenza di sodio o fenomeni di tiroidite atrofica, di Hashimoto, post-partum etc. Potrebbe anche essere conseguenza di alcune terapie, come le radiazioni o la tirodectomia. A prescindere dalla causa specifica, si tratta della forma più comune di ipotiroidismo, tanto da coprire quasi il 95% dei casi.
  3. Ipotiroidismo congenito/secondario, cioè dovuto a problematiche relative alla troppo bassa produzione di tireostimolante (TSH). Questo accade se il processo di generazione degli ormoni della tiroide è sfasato. Può presentarsi anche nei neonati in forma transitoria se la tiroide non si è formata correttamente.

 

Quanto è diffuso l’ipotiroidismo?

Volendo dare una breve occhiata alle percentuali statistiche della cadenza del fenomeno dell’ipotiroidismo si può dire che, in Italia, circa il 20% delle persone ha presentato per un certo periodo della propria vita disturbi di questo genere o li presenta tuttora. Nel mondo invece si parla di un numero che sfiora il miliardo, stando alle informazioni dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

In generale, questo disturbo tiroideo colpisce maggiormente le donne, provocando squilibri di vario genere nell’organismo.

 

E l’ipertiroidismo?

Le sigle IPER e IPO fanno riferimento rispettivamente a un eccesso e a una carenza di qualcosa. Nel caso dell’iper o ipo tiroidismo i valori sbilanciati sono quelli dei sopra menzionati ormoni della tiroide. Si tratta chiaramente di due disturbi ben diversi con sintomi e manifestazioni differenti.

Per accennare brevemente anche all’ipertiroidismo si possono ricordare le sue manifestazioni principali: gozzo marcato e occhi all’infuori. A livello interno, l’ipertiroidismo si accompagna solitamente a modifiche nel normale funzionamento del sistema nervoso di quello circolatorio, oltre che ad alterati livelli metabolici.