Alopecia Psicogena, come funziona? Si può curare?

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L’alopecia psicogena è una patologia che vede la perdita diffusa di capelli a causa di un periodo di elevato stress o di depressione.

Il collegamento tra questi stati emotivi e l’alopecia sta nella reazione che il corpo mette in atto nel momento in cui deve adattarsi a una situazione di stress, che può derivare da qualsiasi fattore interno o esterno al soggetto. Tale reazione coinvolge l’asse HPA (ipotalamo-ipofisi-corticale del surrene). Tutto ciò va a influire sul sistema immunitario e su quello nervoso.

 

L’alopecia psicogena nei topi

Per valutare come l’effetto dello stress colpisca i capelli sono stati messi in atto degli esperimenti sui topi. In essi è stato notato che l’attivazione dell’asse HPA portava a un aumento del fattore di crescita dei nervi. Questo, a sua volta, comporta la produzione di citochine infiammatorie che bloccano la crescita dei cheratinociti dei follicoli.

Questi studi suggeriscono inoltre che lo stress non abbia una cattiva influenza solo sui capelli, ma anche, più in generale, sulla pelle. Anche in altre cellule della pelle infatti, come nei sebociti e nei mastociti, si presentano problematiche nel momento in cui l’organismo produce citochine infiammatorie a seguito di uno stimolo stressante. Di conseguenza, fenomeni come dermatite, prurito e orticaria possono spesso presentarsi come risultato di un periodo di stress.

Per evitare che si inneschino questo genere di fenomeni, nei topi è necessario utilizzare trattamenti antagonisti che evitano lo svilupparsi di tutta la catena. Un prodotto che funziona a questo scopo è il Minoxidil.

 

L’alopecia psicogena negli esseri umani

A seguito degli esperimenti sui topi sono emersi elementi facilmente applicabili anche agli uomini. Il meccanismo descritto nel paragrafo precedente, che si innesca nei topi e che comporta la perdita del pelo, avviene in maniera similare anche nell’uomo.

Se fino a oggi l’elemento ansia veniva ricondotto ad altri fenomeni, come il telogen effluvium o l’alopecia areata e androgenetica, al momento si sta cercando di separare questi elementi. Il fenomeno dell’alopecia psicogena ha infatti mostrato caratteristiche diverse da quelle di queste problematiche e si può ben dire che costituisca una patologia a sé stante.

 

Principali caratteri dell’alopecia psicogena negli esseri umani

Vediamo ora quali sono le caratteristiche che si accompagnano frequentemente a questa patologia:

  1. Diradamento (differente da quello tipico dell’alopecia androgenetica in quanto tendenzialmente più diffuso e che non va a far arretrare la linea frontale);
  2. Dermatite, spesso connessa a iper-seborrea;
  3. Infiammazione perifollicolare;
  4. Tricodinia, soprattutto sul vertice.

 

Come identificare l’alopecia psicogena

Per capire se ci si trova di fronte a un caso di alopecia psicogena è necessario compiere alcune indagini sul paziente in questione. Innanzitutto bisogna escludere la possibilità che si tratti di un più comune caso di alopecia androgenetica. Questo si può fare studiando la storia familiare della calvizie nei vari rami familiari del paziente e analizzando il tipo di diradamento. Quello androgenetico vede di solito l’arretramento della linea frontale, mentre quello psicogeno è più diffuso e non tocca la hairline.

In generale poi, se a questi presupposti si accompagnano alcune delle condizioni citate nel paragrafo precedente, ad esempio seborrea o tricodinia, allora è molto probabile che si tratti proprio di un caso di alopecia psicogena.

Ovviamente, si parte dal presupposto che tutti questi elementi siano una conseguenza dello stress e quindi, andando alla radice del problema, anche la valutazione personale del paziente riguardo il suo stato di stress può essere un utile fattore da tenere in considerazione. Tuttavia, non sempre si è in grado di identificare correttamente le proprie sensazioni e di comprendere se davvero il proprio corpo stia subendo qualche stress di tipo fisico o emotivo. Per questa ragione esistono numerosi test cognitivi e della personalità volti a chiarire quale sia la condizione psicologica del paziente. Molto spesso, oltre allo stress, nei casi di alopecia psicogena si riscontrano anche condizioni come depressione e ansia.

A questo riguardo va sottolineato quanto, alle volte, sia propria la mancata consapevolezza da parte del paziente riguardo il proprio stato psicologico a provocare l’insorgere di manifestazioni evidenti come la perdita dei capelli. Un disturbo psichico non risolto o non compreso può infatti cercare una via di espressione somatica più direttamente tangibile e per questo più facilmente identificabile.

 

Famosi ricercatori che ne hanno parlato

Nella storia della ricerca scientifica relativa all’alopecia psicogena si susseguono diversi nomi di ricercatori che hanno dedicato tempo a studi su questo argomento. Il primo è stato, appena dopo la metà degli anni ’60 dell’Ottocento, Plumbe, che la chiamava “Alopecia post-emozionale”. Da lì in poi molti altri hanno trovato nuovi nomi a questo fenomeno andando poco a poco a scoprirlo sempre di più. Nel 1883 Duhring parlava di “trofoneurosi”, nel 1927 O’Donovan di “espressione di una nevrosi” e poi ancora negli anni ’30 del Novecento Hingston parla di “personalità ansiosa” dietro i casi di alopecia che prende in esame.